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La nostra storia

La nostra storia

Una boutique nata da un sogno, da una madre e da un modo diverso di intendere l’eleganza.

Tutto è iniziato molti anni fa, quando mia madre, Chiara, decise di trasformare una piccola passione in qualcosa di molto più grande.

Fin da giovane aveva un modo speciale di vedere la moda.

Per lei, vestirsi bene non significava seguire ogni nuova tendenza o avere un armadio pieno di abiti.

Significava qualcosa di molto più semplice:

trovare un capo che ti facesse sentire bene quando ti guardavi allo specchio.

Un capo che ti valorizzasse.

Che ti facesse sentire elegante.

Che fosse davvero tuo.

E soprattutto, che avessi voglia di indossare ancora molto tempo dopo che quella moda fosse passata.

È con questa idea che è nata Chiara Rizzo.

All’inizio la boutique era piccola.

Ma mia madre la curava come se fosse qualcosa di immenso.

Sceglieva personalmente i tessuti, i colori e ogni piccolo dettaglio delle collezioni.

Non voleva semplicemente riempire gli scaffali.

Voleva trovare capi che meritassero davvero un posto nell’armadio di una donna.


Mia madre diceva sempre che un capo doveva farti sentire te stessa.

Ricordo di aver trascorso tantissime ore accanto a lei in boutique.

La vedevo accogliere ogni donna con la stessa attenzione, indipendentemente da ciò che stava cercando.

Ad alcune aiutava a trovare un abito per un’occasione speciale.

Ad altre semplicemente una camicetta, una giacca o un pantalone con cui sentirsi comode ed eleganti ogni giorno.

E c’era una cosa che faceva sempre.

Prima di consigliare un capo, ascoltava.

Faceva domande.

Osservava.

Perché per lei non si trattava semplicemente di vendere vestiti.

Si trattava di trovare quel capo che sembrasse fatto proprio per quella donna.

Con gli anni ho capito che era proprio questo il motivo per cui tante clienti tornavano.

Non cercavano soltanto un negozio.

Cercavano quella sensazione di entrare in un luogo dove qualcuno si preoccupava davvero di aiutarle.


Io sono cresciuta dentro questa storia.

Mentre altre bambine hanno ricordi delle loro madri in luoghi diversi, molti dei miei ricordi sono qui.

Tra tessuti.

Tra abiti.

Tra scatole di vestiti.

Nelle mattine trascorse a preparare la boutique.

Nei pomeriggi passati a parlare con mia madre di nuovi colori e nuove collezioni.

E in quelle piccole conversazioni che, allora, sembravano insignificanti, ma che oggi ricordo come alcuni dei momenti più importanti della mia vita.

È così che, poco alla volta, ho iniziato a lavorare al suo fianco.

All’inizio semplicemente aiutavo.

Poi ho iniziato a comprendere le sue scelte.

Ho imparato perché sceglieva un determinato tessuto.

Perché rifiutava un capo anche quando era bello.

Perché diceva che una collezione non doveva essere enorme per essere speciale.

E ho imparato una cosa che non dimenticherò mai:

lo stile non ha età.

Una donna non ha bisogno di vestirsi come qualcun’altra.

Non ha bisogno di cambiare per seguire una moda.

Ha bisogno di trovare ciò che la rappresenta.

La sua personalità.

La sua vita.

La donna che è.


Per tanti anni, Chiara Rizzo è cresciuta.

Quello che era iniziato come il sogno di mia madre è diventato una parte importante della vita di tante donne.

Alcune clienti venivano una volta.

Altre tornavano per anni.

Alcune arrivavano persino insieme alle loro figlie.

Ed era una cosa che rendeva mia madre particolarmente felice.

Perché per lei una boutique non era soltanto un’attività.

Era un luogo in cui le donne condividevano momenti della loro vita.

Un matrimonio.

Una cena.

Una celebrazione.

Un compleanno.

Un viaggio.

O semplicemente una giornata qualsiasi in cui desideravano sentirsi un po’ più speciali.

Ogni capo finiva per diventare parte di una piccola storia.

E, senza rendercene conto, anche la nostra boutique iniziò a diventare parte delle loro storie.


Poi è arrivato il momento per cui nessuna figlia è davvero preparata.

Mia madre è venuta a mancare.

E dopo tanti anni trascorsi insieme in quella boutique, continuare senza di lei non è stato semplice.

C’erano capi che mi ricordavano lei.

Colori che sceglieva sempre.

Tessuti che avrei riconosciuto tra centinaia.

Piccoli dettagli che avevano senso soltanto perché dietro c’era lei.

Per un periodo ho pensato che forse avrei potuto continuare esattamente come prima.

Ma con il passare dei mesi ho capito una cosa.

La boutique era stata il sogno di mia madre.

E anche se il suo modo di intendere la moda rimarrà per sempre dentro di me, era arrivato il momento di chiudere quel capitolo.

Non volevo che la sua storia finisse semplicemente con delle porte chiuse.

Volevo salutarla nello stesso modo in cui avrebbe voluto farlo lei:

dando ai suoi ultimi capi la possibilità di trovare nuove donne che potessero amarli.


Per questo abbiamo preso una decisione difficile.

Chiara Rizzo chiuderà le sue porte.

E questa volta non ci sarà una nuova collezione.

Non ci sarà una nuova stagione.

Non ci saranno riassortimenti degli ultimi capi.

Ciò che rimane rappresenta la fine di tanti anni di lavoro, dedizione e amore per la moda.

Per questo abbiamo deciso di mettere le nostre ultime collezioni in liquidazione di chiusura.

Non come una semplice promozione.

Ma come l’ultima possibilità di portare a casa una piccola parte della storia che mia madre ha costruito con tanta cura.

Ogni capo rimasto sarà uno degli ultimi.

E quando sarà esaurito, non tornerà più nella nostra boutique.


Forse è proprio per questo che questa liquidazione significa così tanto per me.

Perché dietro ogni capo c’è qualcosa in più del semplice tessuto.

C’è una scelta.

Una conversazione.

Una mattina trascorsa in boutique.

Una collezione scelta con cura da mia madre.

Una donna che un giorno è entrata cercando qualcosa di speciale.

E una storia che, in qualche modo, continua.

Forse quella storia può continuare anche con te.

Forse uno di questi capi troverà posto nel tuo armadio.

Forse lo indosserai a una cena.

A una festa.

Durante un viaggio.

O semplicemente in un giorno qualunque, quando vorrai guardarti allo specchio e pensare:

«Sì. Questo è proprio il mio stile».

Era questo che mia madre voleva ottenere.

Ed è questo che voglio conservare di lei.


Grazie per aver fatto parte della nostra storia.

Se sei entrata nella nostra boutique anche solo una volta, se ti sei affidata ai nostri consigli o se sei qui per la prima volta, voglio ringraziarti.

Perché una boutique non si costruisce soltanto con i vestiti.

Si costruisce con le persone che attraversano le sue porte.

Con le storie che condividono.

Con i ricordi che portano con sé.

E con la fiducia che danno a chi sceglie ogni capo.

Oggi è arrivato il momento di chiudere le nostre porte.

Ma prima di farlo, voglio che gli ultimi capi di Chiara possano continuare il loro viaggio.

Dalla nostra boutique al tuo armadio.

E forse, tra molti anni, quando tornerai a indossarli, ricorderai che un tempo hanno fatto parte di una piccola boutique creata da una donna che credeva profondamente in una cosa:

ogni donna merita di sentirsi elegante, sicura di sé e fedele a ciò che è.

Con tutto il mio affetto,

La figlia di Chiara

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